Cahiers du cinema des Pouilles

The dark side of Ostuni

InTeodoro Pizzandovich su 16 settembre 2009 a 14:26

dark side of ostuni

Regista: Teodoro Pizzandovich

Genere: drammatico/grottesco

Durata: 2 ore e 2 minuti

Essere tre adolescenti ad Ostuni. Addolorata, Depressa e Incazzata vivono male la loro esistenza di provincia. Girano per la città con fare annoiato e infastidito. Per loro, tre dark vestite interamente di nero, camminare per quella città bianca cosparsa di calce, dove il bianco abbaglia di giorno a rischiara persino la notte, è un incubo ad occhi aperti. Addolorata propone di emigrare, Depressa propone il suicidio collettivo. Incazzata ha un’idea migliore: dipingere il centro storico interamente di nero.  Una colata di pece sulle case e sui viottoli, sui muri e i marciapiedi. A trasformare Ostuni nella città dei dark per eccellenza. Parte un tam tam su internet, centinaia di dark pugliesi si danno appuntamento ad Ostuni per la mezzanotte di un giorno novembrino. In 6 ore dovranno riversare in quel dedalo di viuzze, centinaia di quintali di pece. Incazzata predispone le zone e suddivide le forze, Depressa si procura la pece, Addolorata organizza il raduno.

Nella notte del due novembre, centinaia di fantasmi vestiti di nero vagano veloci e furtivi in una Ostuni deserta e sferzata dalla tramontana. Là dove passano, cala l’oscurità sulle mura del paese. Ma alle prime luci dell’alba, solo metà Ostuni è diventata nera. Gli sforzi dei dark non sono bastati, e la popolazione coglie quegli strani pittori ancora con le mani nella pece. Non comprende lo sforzo immaginifico di quei giovani, e comincia a mazziarli come tappeti persiani. E’ l’inizio di un genocidio.

Recensione.

Il cineasta serbo-brindisino Teodoro Pizzandovich ci regala una visione magica ed inquietante, quasi lynchiana o se vogliamo burtoniana, della Città bianca per eccellenza cancellata da tonnellate di pece. E ci racconta del sogno malato di centinaia di giovani, un sogno pagato con lo sterminio di massa compiuto nelle prime ore dell’alba da una città che si risveglia sfregiata. Per chi parteggiare? Per i sognatori o per i comuni cittadini? Chi ha commesso la violenza peggiore? Qual’è l’anima della vera Ostuni? E’ bianca o nera? E da chi è rappresentata? Una notte magica di movimenti rapidi e vagheggiamenti dell’anima. Ed una mattina che distrugge ogni cosa, e ristabilisce lo status quo. Superbo cromatismo dei luoghi, splendida analisi della doppia anima spesso nascosta nelle venature della nostra terra di Puglia. Da vedere.

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